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CRONISTORIA

(a cura di D.Raccanelli, tratta dal V volume della storia di SCHIVENOGLIA di prossima pubblicazione)

 

Eredità dottor Scarpari Forattini

 Cronistoria:

1) 4 agosto 1939

Il podestà di San Benedetto Po spedisce al podestà di SCHIVENOGLIA il seguente telegramma:

“Esecutore testamentario defunto dottor Scarpari comunica è stato beneficiato codesto ricovero vecchi”.

2) 28 agosto 1939

Il prefetto scrive al presidente dell’Ente Comunale di Assistenza di SCHIVENOGLIA e per notizia ai Sigg. podestà di Quistello, San Benedetto Po e Villa Poma il seguente testo:

“Oggetto: Lascito del defunto Dr. Virgilio Scarpari Forattini.

Da una segnalazione recentemente pervenuta dal Dr. Cav. Giovanni Nicolini notaio in questa città risulta che il fu dottor Virgilio Scarpari Forattini fu dottor Cesare, deceduto in Curtatone il 2 corr. m., ha disposto di parte della sua sostanza, come da testamento olografo pubblicato negli atti del predetto notaio con verbale 3 corr. m. n. 6169, per la fondazione ed erezione in Ente Morale autonomo di un ricovero intercomunale che dovrebbe sorgere in codesto Comune, ove è situato il fondo Guerriera, già proprietà del defunto, per l’accoglimento ed il mantenimento di vecchi poveri d’ambo i sessi, impotenti e incapaci al lavoro appartenenti a codesto Comune e a quelli di Quistello, Villa Poma e San Benedetto Po in proporzione della popolazione rispettiva.

In relazione pertanto all’art. 3 del R.D. 24.4.1939 n. 400, si prega di istruire le pratiche del caso, procedendo agli atti conservatori occorrenti e deliberando in ordine alla accettazione della eredità ai sensi ed effetti delle vigenti norme legislative e regolamentari in materia”.

3) 5 settembre 1939

Il dottor Giovanni Nicolini, notaio in Mantova, scrive ai podestà dei quattro Comuni interessati:

“Eredità dott. Virgilio Scarpari Forattini.

Vi comunico che il dottor Virgilio Scarpari Forattini nell’istituire erede della sua sostanza l’erigendo ENTE MORALE AUTONOMO <<RICOVERO INTERCOMUNALE dott. CESARE SCARPARI FORATTINI>> ha disposto che detto Ricovero fosse amministrato da una commissione composta dal medico, dal podestà e dal reverendo parroco di SCHIVENOGLIA e presieduta da S.E. il Vescovo di Mantova.

Sua Eccellenza Mons. Vescovo mi ha ieri incaricato di predisporre le pratiche necessarie per chiedere l’erezione in Ente Morale dell’istituendo Ricovero; pertanto – a mio modesto avviso – i Comuni interessati o i rispettivi Enti Comunali di Assistenza non dovrebbero per ora prendere  alcuna delibera in proposito, tanto più che oggi si ignora lo ammontare dell’asse ereditario che verrà accertato solo in seguito all’inventario da erigersi nei primi giorni del prossimo ottobre.

Ad ogni modo vi prego di interpellare in proposito la R. Prefettura”.

4) 6 settembre 1939

Il municipio di SCHIVENOGLIA spedisce copia del testamento olografo del dott. Virgilio Scarpari Forattini ai podestà di San Benedetto Po, Villa Poma e Quistello.

5) 4 ottobre 1939

La Prefettura scrive al podestà presidente dell’E.C.A. – SCHIVENOGLIA:

“Oggetto: Lascito Scarpari Forattini per erigendo Ricovero di inabili.

In relazione a Vostro foglio del 6 settembre concernente il lascito in oggetto, e nel riflesso che le disposizioni della legge affidano alle Congregazioni di Carità (ora E.C.A.), il compito di vigilare e di provvedere, occorrendo, a che le disposizioni testamentarie per le fondazioni di nuovi istituti pii sieno scrupolosamente osservate ed applicate, vuoi, per rispetto alla volontà del testatore, vuoi, nello interesse della pubblica assistenza e beneficenza, questa Prefettura ritiene del caso che codesta pia Amministrazione provveda, per intanto, a deliberare la accettazione del lascito del defunto Dr. V. SCARPARI FORATTINI per la fondazione del Ricovero od Ospizio di inabili in codesto Comune.

Converrà quindi che la pia Amministrazione si rivolga allo Esecutore testamentario del “de cujus” per la sollecita redazione dell’inventario della sostanza relitta nei rapporti particolarmente della nuova istituzione da fondarsi e, quanto alle pratiche da istituirsi per il suo riconoscimento giuridico, dato che, in conformità delle massime di giurisprudenza, la Congregazione di Carità (ora E.C.A.) non può farsi promotrice di dette pratiche se prima non siano stati diffidati gli amministratori designati dal fondatore a provvedere ai necessari relativi incombenti, ovvero nel caso che quelli non intendano o non dispongano a provvedervi, vedrà codesto pio Ente di prendere gli opportuni accordi cogli amministratori designati dal testatore ed agire, occorrendo, di concerto con gli stessi.

Si rimarrà pertanto in attesa di conoscere l’ulteriore sviluppo della pratica in corso”.

6) 5 ottobre 1939

Il podestà presidente di SCHIVENOGLIA scrive tre lettere:

A) Al Dott. Francesco Mari:

“Aderendo anche al tassativo invito della R. Prefettura, vi prego di voler provvedere alla sollecita redazione dell’inventario della sostanza formante oggetto del lascito Virgilio Scarpari Forattini pro erigendo Ente Morale Autonomo <<Ricovero Intercomunale Dott. Cesare Scarpari Forattini>>.

B) Al notaio dott. Giovanni Nicolini:

“Vi comunico che, aderendo ad analogo invito della Prefettura, ho in data odierna pregato il sig. Mari Dott. Ing. Francesco, Esecutore testamentario, a voler provvedere alla redazione dell’inventario del lascito in oggetto”.

C) A S.E. Mons. Vescovo:

“Per doverosa conoscenza comunico a V.E. Eminentissima che di riflesso a quanto ha stabilito la R. Prefettura ho in data odierna invitato il sig. Mari Ing. Dott. Francesco, Esecutore testamentario, a voler provvedere alla redazione dell’inventario del lascito in oggetto. Nel contempo ho fatto presente allo stesso che al momento opportuno sarà necessaria la stesura del verbale di consegna dei beni formanti il lascito, stesura da effettuarsi davanti al notaio ed in contesto con la Commissione amministratrice designata dal Testatore, di cui Vostra Eminenza ne è il Presidente.

Sempre per ordine della R. Prefettura ho disposto che questo Ente Comunale di Assistenza deliberi l’accettazione del lascito in parola.

Per quanto concerne le pratiche per il riconoscimento giuridico dell’erigendo Ente Morale, penso che la predetta Commissione abbia a riunirsi quanto prima per provvedere ai necessari relativi incombenti. Di questo sarei grato conoscere il pensiero di V. E. Em.ma.

Vogliate gradire. Eminenza, i sensi della mia più profonda devozione”.

7) 9 ottobre 1939

Il dott. Ing. Francesco Mari scrive al presidente E.C.A.:

“A termini della notificazione a suo tempo notificata a mezzo di Ufficiale Giudiziario, a tutti gli interessati – ivi compreso anche S.E. il Vescovo di Mantova, quale Presidente designato per testamento della costituenda Commissione amministratrice dell’erigendo Ente Morale autonomo <<Dr. Cesare Scarpari Forattini>> – mi pregio comunicarVi che le operazioni relative all’inventario della sostanza abbandonata dal Dr. Virgilio Scarpari Forattini, avranno inizio il giorno 10 c.m. alle ore 9 in S. Silvestro di Curtatone nella Villa Pace”.

8) 18 ottobre 1939

Il podestà di SCHIVENOGLIA chiede copia autentica del testamento, e il

9) 20 ottobre 1939

Il dottor Mari comunica che ha già dato disposizione al notaio in merito. Quindi il

10) 2 novembre 1939

La copia richiesta viene spedita a SCHIVENOGLIA.

11) 10 gennaio 1940

Il notaio Nicolini scrive al podestà, al parroco e al medico condotto quanto segue:

“Il defunto Dr. Virgilio Scarpari Forattini nel nominare suo erede l’erigendo Ricovero Intercomunale Dr. Cesare Scarpari Forattini, così disponeva:

 

<< Il detto Ricovero voglio che sia amministrato da una commissione composta dal medico, dal podestà e dal Reverendo Parroco di Schivenoglia e presieduto da S.E. il Vescovo di Mantova >>.

 

In esecuzione a questo disposto, S.E. Mons. Vescovo vi prega, a mio mezzo, di intervenire alla prima seduta della Commissione Amministratrice martedì 16 corrente alle ore 10 nel Palazzo Vescovile di Mantova per ivi, sotto la presidenza di Mons. Vescovo, udire la relazione dell’esecutore testamentario Ing. Mari sullo stato patrimoniale dell’Ente erigendo, per approvare lo statuto e per deliberare sulle pratiche necessarie per ottenere l’erezione del Ricovero in Ente Morale”.

12) 13 gennaio 1940

La prefettura manda al podestà l’avviso ai successibili ex lege del defunto Scarpari Forattini dr. Virgilio per la pubblicazione all’Albo comunale, pregandolo di ritornarglielo munito del regolare referto di seguita pubblicazione e di carenza di reclami od opposizioni.

13) 6 febbraio 1940

Il podestà scrive al Vescovo per comunicare che in Prefettura non è ancora pervenuto lo Statuto relativo all’erigendo Ricovero di inabili e prega di allegare allo stesso la perizia di stima della sostanza costituente il lascito.

14) 10 aprile 1940

Il Vescovo scrive al podestà per comunicare che il Ministro dell’Interno ha ritenuto “in massima meritevole di approvazione lo schema di Statuto predisposto”.

15) 16 agosto 1940

Il podestà scrive a S.E. Avv. Carlo Buttafochi di Poggio Rusco, vice presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, per chiedere il suo diretto interessamento a che il testo definitivo dello Statuto opportunamente modificato sia tempestivamente restituito, affinchè “venga a cessare l’attuale stato di curatela testamentaria che importa un onere non indifferente”.

16) 12 dicembre 1940

Regio Decreto n. 2006:

“Erezione in Ente Morale della fondazione intitolata <<Ricovero Intercomunale dott. Cesare Scarpari Forattini >> con sede in SCHIVENOGLIA (Mantova).

N. 2006 R. Decreto 12 dicembre 1940, col quale, sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l’Interno, la fondazione intitolata <<Ricovero Intercomunale dott. Cesare Scarpari Forattini>> con sede in SCHIVENOGLIA (Mantova), viene eretta in Ente Morale con amministrazione autonoma e ne viene approvato il relativo statuto organico.

Visto il Guardasigilli: Grandi”.

17) 19 dicembre 1940

Il prefetto comunica al Vescovo, e per notizia al podestà di SCHIVENOGLIA, che il R.D. è in corso di firma e che appena compiute le formalità prescritte di registrazione e di pubblicazione, copia del ridetto Decreto sarà trasmessa alla prefettura per l’esecuzione.

18) 18 febbraio 1941

Il Regio Decreto viene registrato alla Corte dei Conti.

19) 28 febbraio 1941

Il Regio Decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 51.

20) 22 marzo 1941

Scrive Mons. Menna, Vescovo, di suo pugno al podestà di SCHIVENOGLIA per chiarire che lui non può far niente perché al momento non gli è ancora arrivato né il Decreto Reale né la copia dello Statuto approvato dal Ministero. Di conseguenza tutta la pratica è ferma.

21) 29 marzo 1941

Viene assunta la delibera del Comune nella quale viene spiegata la incompatibilità sancita dalla legge fra la carica di podestà e quella di amministratore del nuovo Ente e quindi viene designato quale rappresentante del Comune l’ing. Italo Longhini “regolarmente iscritto al P.N.F. ed in possesso di tutti i requisiti voluti dalla legge”.

22) 9 giugno 1941

Il prefetto fa presente al podestà “l’inopportunità” della nomina dell’ing. Italo Longhini quale rappresentante del Comune in seno al nuovo consiglio di amministrazione dell’erigendo Ricovero, “che risulta essere vostro fratello” e lo prega di nominare altra persona.

23) 14 giugno 1941

L’ing. Italo Longhini viene sostituito dal signor Grecchi Credo di Aristide “regolarmente iscritto al P.N.F.”.

24) 6 ottobre 1941

L’ing. Gianfrancesco Mari viene nominato presidente del Ricovero Intercomunale e presta giuramento nelle mani del podestà. Viene disposta pure la nomina di un commissario prefettizio in luogo che riceva in consegna dall’ing. Mari, quale esecutore testamentario, il patrimonio dell’Ente e ne effettui, conseguentemente, la riconsegna allo stesso ing. Mari nella sua nuova veste di presidente del pio Istituto.

25) 20 ottobre 1941

Si insedia il Consiglio di Amministrazione, composto dall’ing. Mari, presidente, dal dott. Carani, consigliere per volontà del testatore, da don Lorenzini, idem, da Credo Grecchi quale rappresentante del podestà, e da Ciro Vittorio Lavagnoli quale rappresentante dell’E.C.A.

 Questa la cronistoria.

Naturalmente la guerra in corso ferma tutto. Per la costruzione del fabbricato bisogna aspettare gli anni Cinquanta, come ben si sa.

 

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